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Economia
Il Guatemala è un paese di oltre 10 milioni di abitanti con il
65% di indigeni Maya, divisi in 22 etnie, che hanno conservato cultura
e tradizioni originali.
Il problema economico fondamentale è quello della terra, poiché il
65% delle aree coltivabili è posseduto dal 2,2% della popolazione.
| Superficie
agraria |
Latifondi |
51% |
Aziende medie |
35% |
Minifondi |
14% |
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Famiglie proprietarie |
Latifondi |
2% |
Aziende medie |
10% |
Minifondi |
63% |
Famiglie senza terra |
25% |
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La campagna è quasi sempre lavorata dai Maya che sovente hanno
minifondi insufficienti a fornire loro le risorse per vivere, mentre le
grandi estensioni di terreno sono però dei ladini con coltivazioni
imposte dai paesi esteri che ne traggono i maggiori benefici economici
(allevamenti, piantagioni di caffè, cotone, canna da zucchero).
Le rese nell'agricoltura di piantagione sono elevate, ma i terreni si impoveriscono
rapidamente. Questa divisione della terra non è equa, per i ladini
vuol dire grandi ricchezze, per i maya significa la necessità di
lavorare la poca terra a disposizione senza riuscire a trarne il poco con
cui sopravvivere e di andare poi a farsi sfruttare nelle piantagioni (fincas)
degli agroesportatori. La povertà e lo sfruttamento sono dunque
una componente essenziale di quelle leggi dell'economia che consentono
di tenere i salari bassi. La sopravvivenza di un'agricoltura di sussistenza
relegata nelle zone meno fertili funziona da serbatoio di braccia per le
multinazionali.
L’artigianato presso gli indios Maya è assai sviluppato. Il
crollo dei prezzi per i prodotti d’esportazione effettuatosi negli
ultimi anni ha causato un peggioramento della situazione economica di Guatemala.
Nel 1986 con il ritorno del governo civile di Vinicio Cerezo, partì un
forte movimento per la rivendicazione della terra che coinvolse centinaia
di migliaia di contadini. Tuttavia il nuovo presidente continuò la
politica agraria precedente e lo stesso fece il suo successore Jorge Serrano
Elías.
Per la bellezza del paesaggio, le vestigia storiche e la cultura indigena
il Guatemala è un paese di grande attrattive turistiche. Il boom
turistico iniziò con gli anni settanta ma è sempre stato
ostacolato dalle insufficienti condizioni di sicurezza interna.
La terra potrebbe essere fonte di ricchezza; ci sono petrolio, zinco, piombo
e nichel, e un grosso potenziale idroelettrico. Il sottosuolo vulcanico è fertile
e, benché un terzo del Paese sia oggi disabitato e poco coltivato,
le colture potrebbero essere sviluppate.
Non è la stessa cosa esportare materie prime a prezzi bassi ed importare
prodotti rielaborati ed ad alta tecnologia a prezzi alti, a livello internazionale
il controllo delle materie prime e delle merci è esercitato dai
paesi sviluppati, che rendono fortemente squilibrato lo scambio a loro
vantaggio. In Guatemala siamo di fronte ad uno sviluppo poco consistente
dell'industria. La United Fruit Company è stata la più autorevole
multinazionale americana nel settore alimentare, che ha influito grandemente
nell'economia del Guatemala. Nel 1953 è stata nazionalizzata da
Arbenz ed anche se ora non esiste più il sistema instaurato dagli
americani è ancora presente. Nel 1954 l'unica ferrovia del paese,
l'unico impianto telegrafico per il pubblico e l'unico porto sull'Atlantico
appartenevano alla United Fruit.
La capitale, Guatemala, è sede dell'attività industriale
(tessili, carta, prodotti farmaceutici) e cuore della vita economica. I
porti principali sono Puerto Barrios e San Tomas de Castilla, sull'Atlantico
e San José e Champerico, sul Pacifico. Aeroporti Internazionali
a Guatemala (La Aurora) e Flores (Santa Elena Petén). |
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