 |
Nata a: Jesi
il: 14 febbraio 1974
Altezza: m 1,64
Peso: kg 53
Specialità: Fioretto
Stato civile: Coniugata
Titolo di studio: Diploma di Ragioniere
Professione: Agente Polizia di Stato |
La mia esperienza al Cuppari è stata molto positiva, soprattutto perché sono stata apprezzata per quella che sono e preparata al meglio sia scolasticamente che sportivamente.
Infatti i miei professori, usando un metodo di insegnamento molto duro, che magari all'inizio non condividevo, mi hanno fatto apprezzare tutte le materie, sia pratiche che scientifiche.
E inoltre grazie a loro so di essere pronta anche dal punto di vista culturale e questo per me è molto importante.
Fortunatamente, durante i cinque anni scolastici sono riuscita ad organizzarmi e a portare avanti sia lo studio che lo sport. Ho dovuto fare molti sacrifici ed è stato molto difficile, ma dopotutto penso che ne sia valsa la pena e che quando si desidera tanto qualcosa la si ottiene.
Ecco perché voglio consigliare a tutti i ragazzi che amano tanto uno sport di non abbandonare lo studio, perché con molta forza di volontà è possibile realizzarsi sia culturalmente che sportivamente.
Le materie che preferivo e che tuttora mi interessano sono il diritto, l'economia e l'italiano. Ed è proprio per questo che mi sono iscritta alla facoltà di giurisprudenza che purtroppo ancora non ho terminato a causa dei miei tanti impegni sportivi.
Ho comunque l'obiettivo di conseguire la laurea anche perché la scherma rappresenta il mio presente mentre lo studio costituisce il mio futuro.
Comunque devo ringraziare il Cuppari in quanto la considero una scuola completa per il mondo del lavoro, che dà ottimi sbocchi e che riesce a capire i bisogni degli studenti.
Giovanna
Trillini
 |
Nata a: Jesi
il: 17 maggio 1970
Altezza: m 1,64
Peso: kg 62
Specialità: Fioretto
Stato civile: Coniugata
Titolo di studio: Ragioniera, diplomata ISEF e laureata in Scienze Motorie
Professione: Guardia Forestale |
I miei 5 anni di studio al Cuppari sono stati indimenticabili con aspetti e ricordi sia negativi che positivi. Durante quegli anni ho cercato di portare avanti al meglio i miei impegni: tutti quanti importanti allo stesso modo.
Anche adesso nonostante mi alleni e lavori sto studiando per finire l'università di Scienze Motorie (ha poi conseguito la laurea con la votazione di 110 e lode, ndr).
Ho dovuto fare molte scelte importanti ed ho sempre creduto in ciò che facevo ed ho sempre portato avanti con entusiasmo i miei impegni.
Seppure non fossi sicura su ciò che avrebbe potuto darmi maggiori opportunità, tra la scuola e lo sport, ho sempre considerato entrambe queste realtà coinvolgenti ed ugualmente formative.
La scuola ha influito abbastanza sulla mia attività sportiva agonistica. Lo studio, il ragionamento, l'ampliamento delle conoscenze e dell'intelletto mi sono servite sia quando mi allenavo che quando partecipavo alle grandi gare. Ci sono stati anche momenti negativi nella mia esperienza scolastica, comunque utili non solo nella scherma ma anche nella vita in generale, che mi hanno aiutato a riconoscere le persone vere e giuste, da prendere come esempio, da quelle da allontanare che mi ostacolavano.
Accanto a me ho avuto sempre la famiglia che mi ha sostenuto nei momenti difficili contribuendo alla mia formazione.
Se dovessi ritornare indietro conoscendo già il mio futuro (anche se come situazione non mi piacerebbe) rifarei tutto quanto allo stesso modo.
Del Cuppari rimpiango i supporti tecnologici, ma l'organizzazione non era delle migliori a quei tempi, quando ero ancora alle prime armi nella scherma; ma ad essere sincera rimpiango quegli anni!
Ricordo che durante i viaggi per le gare il libro di ragioneria e tecnica era sempre con me, ma devo ammettere che più che altro "cambiava aria" ed era ridotto in condizioni pessime.
Ricordo che quando ero stanca agli allenamenti sbagliavo tecnica o attacco pensando alla partita doppia…
Con simpatia racconto un piccolo episodio di una professoressa che mi ha scritto una lettera scusandosi dei preconcetti che aveva nei miei confronti, è stata una cosa inaspettata, non mi ero mai accorta di nulla e devo dire che mi ha fatto molto piacere questa sincerità e che lo ricorderò sempre!
Ciò che mi dava fastidio erano i professori che non capivano la mia posizione; nonostante avessi gare importanti mi interrogavano tranquillamente anche il lunedì.
Alcuni non condividevano la mia passione ritenendo non opportuno praticare uno sport a livello agonistico: la scuola era una cosa molto più importante che non lasciava spazio ad altri impegni.
Mi penalizzavano nonostante i miei continui sforzi per portare avanti adeguatamente lo studio.
Tutto sommato anche questo mi ha fatto crescere, la scuola è stata importante per capire che non tutto nella vita è piacevole e facile.
Ancora oggi sono impegnata sia nello studio che negli allenamenti, ciò richiede sempre molto sacrificio, ma io vivo tutto questo con gioia e divertimento.
Devo dire che sono pienamente soddisfatta della mia vita sia dal punto di vista sportivo che in quello della sfera privata.
Consiglio tutti i giovani atleti che sognano in un futuro sportivo di non lasciare niente indietro: la scuola va portata avanti seriamente, come ho cercato di fare io, senza trascinarmi rancori e rimorsi ma trovandomi pronta in tutte le circostanze.
Trovate sempre spiragli di luce anche se insignificanti per proseguire. La luce del successo non è mai immediata, per vedere lo splendore del sole bisogna impegnarsi, mettere volontà, qualche volta soffrire ma crederci fino all'ultimo e avere speranza in ciò che fate, sempre!
Un forte abbraccio.
Non tutti gli studenti del CUPPARI sono diventati
famosi ma ognuno di essi ha costruito saldamente il proprio futuro
professionale sulle basi che la scuola ha fornito loro.
INTERVISTA A ...
Dott. Borgani Fernando - Dirigente
Telecom
Nella sua formazione professionale ha inciso molto
la preparazione scolastica e fra gli stimoli principali c’è
la volontà di contribuire alla crescita dei valori sia sociali
che economici per il benessere diffuso, e non solo di quello proprietario.
Dopo il diploma non ha mai avuto rapporti con la
scuola, anche se gli piacerebbe averli a patto che ciò non
significhi fermarsi ai ricordi ma piuttosto una fattiva collaborazione
per un progetto che possa trarre vantaggio dalla integrazione delle
due realtà.
A proposito di ricordi scolastici… "
ricordo una sorta di competizione pulita, intendo dire ad armi pari.
Di negativo alcune inefficienze nel corpo insegnante."
E che dire del nostro tipo di scuola??
"Sarà ancora in grado di garantire
la formazione umana e professionale agli studenti se si daranno
più strumenti ai docenti e se le Aziende ed il tessuto industriale
più che teorizzare inizieranno a dare davvero una mano..."
|