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Un'amara riflessione (relax)
 

 


Un elemento caratterizzante il mio corso, riguardante in particolare le classi terza e quarta, è stato il viaggio di istruzione, comunemente chiamato gita di classe.
Negli ultimi 5-6 anni ho cominciato a proporre uscite di tipo naturalistico, caratterizzate da trekking in montagna e, se di due giorni, anche da attività di rafting.

Numerose sono le motivazioni che mi hanno spinto (insieme a pochi altri colleghi) a formulare una proposta del genere:

  • gusto delle cose semplici,
  • contatto con la natura,
  • vivere due giorni in assenza di traffico, tecnologia, rumori,
  • la riscoperta del camminare come piacere fine a se stesso e come mezzo per muoversi lentamente, apprezzando e godendo di ciò che ti circonda,
  • il trovare la tenacia per superare i difficili momenti di fatica, il provare soddisfazione per avercela fatta, unicamente con le tue forze;
  • capire che per star bene e divertirsi non è sempre necessario avere qualcosa (discoteca, pub, …).
  • apprezzare la bellezza della natura e della montagna
  • divertirsi in mezzo alla natura con il rafting, piacevole attività di gruppo.

La proposta, inizialmente accolta dagli alunni con un certo timore (sarà troppo faticosa?) è poi riuscita sempre molto bene, suscitando entusiasmo, soddisfazione, divertimento e bei ricordi.
Un racconto di una delle uscite è stato anche pubblicato dalla nota rivista Plein Air (settembre 2004); un corrispondente, casualmente conosciuto, rimase stupito per la particolarità dell’iniziativa e mi chiese di scrivere un articolo.

Ma dopo tanto successo quest’anno scolastico, per il secondo anno consecutivo, la mia proposta non viene accettata dalle classi che preferiscono indirizzarsi verso una modalità classica di gita di due giorni in una località qualsiasi (so, per esperienza, che per gli alunni è indifferente la scelta fra Milano, la costiera Amalfitana, Mestre o Ravenna: l’importante è che si possa dormire fuori, o meglio passare la notte fuori per fare, in qualche modo, un po’ di vera vita, fatta preferibilmente di discoteca seguita da una vivace notte per le camere dell’albergo senza chiudere -e far chiudere- occhio!).

Quando propongo l’iniziativa, in assenza di comune accordo faccio decidere la classe per votazione: la maggioranza accetta la proposta ma la minoranza, oltre a non sceglierla rifiuta l’iniziativa negando la propria partecipazione.
Le motivazioni? di varo tipo:

  • da chi dichiara apertamente “Odio la montagna” (con lo stesso atteggiamento infantile dei bambini che davanti ad una pietanza nuova dichiarano, prima ancora di assaggiarla, “Fa schifo!”),
  • a chi manifesta sinceramente la propria pigrizia e avversità verso fatica e scomodità,
  • a chi pensa che stare insieme in una zona dove di bello c’é solo il paesaggio sia noioso,
  • a chi ostenta handicap fisici della più svariata natura: problemi cardiaci, respiratori, alle articolazioni, ecc…

Ciò che fa riflettere è che i nostri ragazzi esercitano tutti almeno uno sport, con una pratica ed una costanza che spesso sfiora l’impegno di allenamenti agonistici! Tuttavia considerano il camminare una grande ed assurda fatica. Grande perché ti impegna tante ore con, in più, il superamento di dislivelli; assurda perché se ne può fare a meno. Perché camminare quando ci sono pullman, auto, scooter? Ma poi che sia uno scooter vero, ovvero che ti eviti le fatiche del mettere in moto con il calcio e di cambiare! La tecnologia ci sta abituando sempre di più a non sforzarci, sia fisicamente (pensiamo a tutti i telecomandi che ci evitano di alzarci in piedi, di aprire una serranda, ecc.) sia mentalmente (macchine sempre più intelligenti che fanno per te). L’unica fatica fisica che si è disposti a fare è quella dello sport organizzato, palestra e poco altro.

Anche per contrastare questo spirito era nata la proposta di un paio di giorni liberi, spensierati, in un posto tranquillo! E mi chiedo: perché nel passato ci siamo riusciti ed oggi no? Probabilmente i ragazzi sono sempre più pigri, arrendevoli, “mosci”, spesso le famiglie stesse mostrano una forte apprensione per il pericolo e per l’eccessivo stress fisico che potrebbe costituire una tale iniziativa!

Invito tutti ad esprimere il proprio parere: pubblicherò, qui di seguito, tutti gli interventi pervenuti.

Invia un tuo commento.

Paolo Urbani


Sono d'accordissimo con quello che scrive!
Dica ai suoi alunni che se rifiutano la gita in montagna si perdono una delle cose più belle che si possono fare a scuola!
Altro che gita nelle città...per vedere musei e monumenti c'è tutto il tempo quando si diventa adulti: ma una gita di trekking insieme alla classe è un'esperienza veramente da non perdere!!
Perchè non organizziamo una "riunione" dove possono partecipare le classi che hanno già vissuto questa esperienza e possono "convincere" i nuovi alunni che si stanno perdendo una cosa bellissima?
g.g. 24-12-04
Mi trovo d'accordo con lei quasi in tutto, anche io preferirei una gita proposta da lei, non mi sento comunque di condannare chi preferisce la discoteca, anche se a me non piace.
f.c. 24-12-04
Esprimo la mia "solidarietà" per quanto concerne la sua riflessione con la quale ovviamente mi trovo daccordo (non potrebbe essere altrimenti)...approfitto anzi per ringraziarla di aver organizzato quel tipo di gita (assolutamente unica!!) durante il nostro corso.
a.b. 25-12-04
Trovo quanto scritto alquanto veritiero, nel senso che la nostra società da diversi anni a questa parte si sta avviando verso una graduale ma continua pigrizia derivata dalle nuove tecnologie che rendono facili e rendono possibili i più svariati servizi con il minimo dispendio di energia da parte dell'utente.(quindi è facile pensare che nessuno per raggiungere lo stesso risultato sceglierà la via più tortuosa!)
Comunque credo che tutti un po' ne siamo consapevoli ma purtroppo dobbiamo farcene una ragione perchè questo è il progresso anche se con il passare del tempo ci porterà alla rovina.
Fa sempre piacere sapere che al mondo esistono persone come lei che ricordano quanto sia ancora importante il contatto con la natura e l'aria aperta e spero vivamente nella sua tenacia e nella sua forza di volontà per portare avanti il suo progetto anche se, come lei stesso ha riferito, stenta a decollare.
s.s. 25-12-04
Speriamo che il prossimo anno i ragazzi riescano a capire (in qualche modo) che tutti quei km, percorsi in compagnia degli amici, scorrono molto più velocemente che sulla carta, e viste le nuove "abitudini", quel tipo di gita si rivelerà un'esperienza che difficilmente avranno la possibilità di rivivere!
f.g. 25-12-04
Fortunatamente ho avuto la possibilità di partecipare a due delle esperienze naturalistiche organizzate dal professore e posso dire di esserne rimasta molto soddisfatta. L'esperienza è stata bellissima e ne conservo ancora piacevoli ricordi.
Si, è vero, a causa dell'avanzare della tecnologia e delle società, il contatto con la natura sta via via perdendo di importanza e allora perchè non riscoprirlo? Consiglio vivamente a tutti gli studenti di provare questo tipo di esperienze prima di darne un giudizio immediatamente negativo e sicuramente penso che non ne rimarranno affatto delusi.
f.s. 26-12-04
In settembre ho acquistato la rivista plein air e leggendo il suo articolo ho rivissuto bellissimi ricordi delle due gite, oltre ad aver trovato diversi interessanti spunti di riflessione...adesso invece ho appena letto la sua riflessione.
Penso di essere stata molto fortunata di aver avuto un prof promotore di questo tipo di gite...pensavo che a queste tipo di proposte vada data la più completa adesione, perchè oltre all'opportunità di stare trai monti, di praticare il rafting, viene offerta la possibilità di vivere insieme due giorni con la propria classe.
A mio parere valgono più quei due giorni di gita che un intero anno sui banchi a scuola.
Il partire da casa so per esperienza (anni e anni di scouts ) che costa fatica...quando a fine settimana ti ritrovi a dover partire per un'uscita in cui c'è strada da fare, bè non pensi subito ai monti e alla natura...pensi più che altro allo sfumare un fine settimana in cui ti potevi organizzare una perfetta miscela tra svago e studio se c'è bisogno. Ma per una gita scolastica delle superiori non vedo proprio dove sia la fatica del partire.
La notte in discoteca, la serata al pub..se gli studenti di adesso cercano questo in una gita scolastica..si accontentano di molto poco. Quanto ci vuole a organizzarsi una cena di classe autonomamente e un seguito in discoteca o in pub...la mia classe lo faceva..chi voleva andare in discoteca poi ci andava.. Una gita naturalistica è ben più difficile da organizzare da soli!

concludo con un pensiero...a proposito di strada:
"Io la strada sono l'invito permanente e il richiamo che sempre risuona...
Lasciati forgiare da me, non sono che un'occasione, la causa è nella tua volontà"
i.c. 27-12-04


Io avrei voluto partecipare ad una gita così, purtroppo però alcuni miei compagni, la pensavano diversamente e alla fine si è rinunciato a tutto!
Ammetto però che non era tutta colpa loro, perché c'era anche chi non poteva venire, a causa dei genitori che ritenevano pericoloso il rafting, però trovo questo comportamento veramente ingiusto; mio padre ha fato rafting e si è divertito molto, avrei voluto fare anche io quell'esperienza.
g.c. 28-12-2004


Per quanto riguarda la gita naturalistica che lei propone i suoi alunni di adesso non sanno cosa si perdono, per me sono state due gite stupende dove si sta tutti insieme tra compagni e professori è bellissimo.
Personalmente se organizza una gita per ex-alunni sarei il primo ad aderire.
Non so come ma bisogna far capire a questi ragazzi che è un occasione impedibile, anche perché non credo che vadano in montagna tutti i giorni! Faccia vedere le foto dei nostri viaggi di istruzione ai suoi alunni!!!
m.c. 29-12-04
Mi stupisce trovarmi di fronte a tanti problemi e perplessità esposti da chi dopo di me si è trovato di fronte a tale proposta, perchè io l'ho trovata una occasione rara e preziosa di poter realizzare qualcosa insieme: intendo qualcosa di diverso e divertente. Forse il problema è nel gruppo, o forse è semplicemente una questione di cicli che si chiudono e altri che si aprono, o ancora nella tendenza così diffusa che si ha a questa età (me compreso) a criticare e voler cambiare ciò che si ha intorno spesso solo per un sentimento di avversione verso ciò che ti viene proposto...
Comunque queste sono solo riflessioni perchè non ho una soluzione al problema e se posso azzardare un consiglio direi solo di non farsi bendare dai pregiudizi perchè un'esperieza, specialmente di questo tipo, male non può fare e poi comunque a ballare si può andare in ogni occasione!
tanti cari saluti
g.f. 03-01-05
Ho appena letto la sua riflessione relativa ai viaggi di istruzione e sono pienamente d'accordo con lei che si stà diventando sempre più pigri. Posso dirle che a suo tempo, nemmeno io ero poi così entusiasta di dover fare un'escursione ma questo perchè non avevo mai fatto una cosa del genere: posso assicurare a tutti che mi sono divertita non molto ma moltissimo, un'esperienza veramente da provare!
k.c. 04-01-05
Non nascondo che leggere che i genitori si mostrano apprensivi e preoccupati per gli sforzi fisici e per una mezz'ora di rafting (CONTROLLATO) mi ha fatto sorridere molto. E' una cosa priva di senso!!
La gita "naturalistica" a cui io ho partecipato mi ha lasciato tanti bei ricordi, era bellissimo il posto, come mangiare sotto un boschetto, come aver raggiunto la VETTA INSIEME, tra scherzi e lazzi. Un'occasione che ci fatto conoscere tutti.."naturalmente" ;) Non vi disperate ragazzi, il percorso è sempre fattibilissimo, anche per quelli che come sport degli ultimi anni vantano lo zapping! Ma soprattutto come poter paragonare un panorama che toglie il fiato con le Mille ore di pulman per raggoungere ogni 2 ore una posto diverso da visitare in una mezz'ora, o con le tante chiese o musei visitati "giusto perchè si doveva", (è un assunto che in gita quei posti non verranno mai apprezzati)??!!
Quella che avete è la fortunata possibilità di fare una gita alternativa, insomma quante città avete girato con le gite scolastiche dalle medie al 2^ superiore?
Cogliete l'occasione, non siate sciocchi. Se invece è la pigrizia quella che vi blocca...bè se fossi in voi mi preoccuperei,non è normale la svogliatezza a 17 anni!!!..guardate il prof Urbani!! :)
f.r. 05-01-05
Non voler fare un'uscita di tipo naturalistica??????
Il rafting ed il trekking pericolosi???????????????
E' quasi impossibile credere a tutto ciò.
Quando casualmente mi sono imbattuta sull'articolo pubblicato nella rivista Plein Air, non mi vergogno a dire che mi sono scese delle calde lacrime nel leggere e ricordare le nostre "gite". Niente può essere paragonato a quello che succede in quei giorni, e niente può sostituire una gita di quel tipo. E' semplicemente impossibile rifiutare una proposta di questo genere senza prima provarla. Sveglia ragazzi prendete al volo questa occasione!!!
p.c. 10-01-05
Caro collega, il tuo sforzo di indirizzare le gite scolastiche verso mete e finalità che restituiscano loro il loro carattere "istruttivo" è sicuramente apprezzabile. Le finalità del viaggio di istruzione dovrebbero essere quelle di aumentare il bagaglio di conoscenze dello studente, di arricchirlo tramite esperienze nuove, diverse da quelle che si possono fare in aula, formative per quanto riguarda la sua personalità. Sempre più spesso però il "viaggio di istruzione" è solo il modo per allontanarsi da casa un paio di giorni e divertirsi un po'. Questo per la maggior parte degli studenti. Sia chiaro, non sono di quelli che pretendono che un ragazzo di 16 anni debba rinunciare al piacere di qualche piccola trasgressione durante le gite scolastiche. Ma le stesse non devono ridursi a serate in discoteca e party nelle camere d'albergo.
Io riguardo alle gite ho preso una decisione diversa: non accompagno in gita nessuno. Non ho infatti voglia di fare da balia a 15 adolescenti per un paio di Euro al giorno, e non credo che alla maggior parte di essi ad essi interessi visitare un museo, perdersi nell'intensità di un dipinto, guardare un paesaggio, fare rafting, girare per le strade di un centro storico, assaggiare un piatto tipico. So che sicuramente qualcuno risponderà che i nostri ragazzi non sono tutti così, e non lo credo neanche io; infatti i nostri ragazzi sono quasi tutti così. Quasi tutti perchè per fortuna non tutti vengono ammorbati da programmi demenziali, irretiti dalle mode, rimbambiti dalla pubblicità.
Ti sei mai chiesto perchè a un giovane dovrebbe piacere un'escursione in montagna? O un museo? Ma come possiamo credere che in un ragazzo si sviluppino interessi del genere se tutto ciò che hanno intorno parla loro di tutt'altro, se tutti i messaggi che li raggiungono valutano solo le loro potenzialità di consumatori e non di teste pensanti, se - e questo a mio avviso non è secondario - trasmissioni televisive serie possono essere viste solo dopo le 23. il messaggio proveniente dalla scuola diventa sempre più flebile, la sua autorevolezza sempre più labile. E noi insegnanti dobbiamo capire che se non cambia la visione del mondo proposta ai giovani dai media, se i messaggi che i nostri ragazzi ricevono non cominceranno ad andare tutti nella stessa direzione, quella della scuola resterà una voce fuori dal coro, inascoltata se non addirittura derisa, e la discoteca prevarrà ancora sul rafting.
a.d. 14-01-05
Riguardo il tema di vacanze naturalistiche suggerirei una "vacanza" invernale nell’altipiano di Asiago.
L'idea rispolvera il concetto delle settimane bianche scolastiche, oggi diventate semplici vacanze (nulla vieta circoscrivere l'esperienza a 3-4 gg). Ci sono sull'altipiano sia strutture alberghiere che convitti in grado di ospitare gruppi scolastici.
Ne segnalo un paio (clicca per vedere).
Ciò che proporrei sarebbero delle escursioni invernali con le "ciaspole", alternate a giornate sui campi di sci o da fondo. E' un modo nuovo di scoprire il comprensorio, percorrendo i sentieri innevati con queste specie di racchette da neve (ciaspole, appunto) che impediscono lo sprofondamento soprattutto nella neve vergine.
Quand'ero rappresentante di classe alla scuola di mio figlio (1° sup.), sono riuscito a farla approvare, grazie anche a passioni condivise di un'insegnante di italiano. Si sono divertiti tutti, quell'anno ed è servito moltissimo anche per legare certe amicizie che sono durate nel tempo. Purtroppo crescendo in età, sia gli studenti, ma anche i genitori stessi, da un paio d'anni respingono categoricamente la proposta che immancabilmente ad ogni riunione del consiglio di classe, sottopongo.
Come vedi non sempre sono i docenti o i prof.
g.f. (PD) 18-01-05

Caro Paolo, ho letto con estremo interesse i commenti dei ragazzi pubblicati sul Vs. sito. Beh , mi è sembrato di tornare indietro nel tempo quando mio padre mi forzava a svegliarmi alle 7 ogni mattina (anche se era domenica) o mi portava , con tutta la famiglia, a fare chilometriche passeggiate in montagna... insomma il classico periodo adolescenziale in cui ogni giovane vuole conquistare la propria autonomia (ed io sono sempre stata molto indipendente fin dall'età di 6-7 anni volevo andare a vivere da sola...) . Ovviamente è naturale non fare quanto proposto dal mondo degli adulti, è più che logico voler andare in discoteca a ballare con i propri coetanei invece che scarpinare su per un pendio, è meglio stare seduti intorno ad un tavolino in un bar dove parlare e scherzare con i ragazzi invece che andare a letto presto perchè durante il giorno si è stati immersi nella natura con tale intensità che non si ha più la forza neanche di parlare... Insomma, ti dirò la verità, personalmente ho un bellissimo ricordo di questo periodo di "contestazione" e voglia di libertà... ma al tempo stesso ringrazio la costanza e la forza dei miei genitori che, nonostante una figlia molto ribelle, hanno comunque perseverato insistendo per darmi la possibilità di vivere stati emozionali di cui oggi, da adulta, non posso fare a meno. In quest'inverno pieno di neve ci stiamo dedicando allo sci da fondo, una fatica ...ma che soddisfazione, andiamo sulle piste da sci verso le 4 del pomeriggio e ritorniamo alle 6 di sera. Facciamo un itinerario di circa 25 km in cui , proprio all'imbrunire, ci troviamo in cima alla montagna dove i rumori sono attutiti dalla neve ed il cielo è rosso in un tramonto indescrivibile, non ci sono parole , le sensazioni che si provano in questi momenti sono in grado di farti resistere a tutte le avversità!!!
Un cordiale saluto a tutti e un invito a fare, ogni tanto, un po' di "fatica".
Sonia - Onda Selvaggia - 05-02-05
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